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Vivere&Salute ha una redazione composta da figure professionali accomunati dalla curiosità conoscitiva e dalla passione per la scrittura, attività quest’ultima che consideriamo fondamentale e potente mezzo di diffusione della conoscenza si propone inoltre di dar voce alle associazioni che operano nel sociale.

STEFANIA SANTINI: L'AMORE CREA SOLO BUONI FRUTTI ...

intervista a Stefania Santini.
Stefania Santini nasce il 15 agosto del 1972 a Spoleto, una piccola città dell’Umbria, il “cuore verde dell’Italia”, una terra di pace e tranquillità, impregnata di spiritualità.

Una vita dedicata allo sport

Il tema di fondo della storia di Andrea Lanzani è la rimonta, un concetto per gran parte sportivo ma che come ogni “storia” dello sport vero, è in grado di diventare simbolo di vita. Ecco, la vicenda di Andrea è un esempio di quando in una corsa, per ragioni che non dipendono da te, all'improvviso ti trovi dietro e a quel punto, per provare a vincere, devi rimontare. Cioè provare a raggiungere e superare tutti gli altri che stanno tra te e il traguardo. Un concetto sportivo, dicevamo, quello della rimonta. Caro soprattutto al ciclismo, che nella storia ha fatto, delle rimonte, delle vere e proprie leggende.

Sterilità di coppia: "le tube chiuse"

Come è facile immaginare, le tube chiuse possono essere una causa di sterilità, che però è facilmente rimovibile ricorrendo alla fecondazione in vitro.

Sterilità di coppia: quando gli spermatozoi sono "lenti"

La possibilità, nella fecondazione in vitro, di iniettare direttamente lo spermatozoo nell'ovocita permette di ottenere la fecondazione anche nel caso in cui gli spermatozoi siano molto pochi (oligospermia) e poco mobili (astenospermia) o una gran parte di loro sia malformata (teratospermia).

ADDIO ALLE DEDICHE SUL VECCHIO GESSO, DALLA NUOVA ZELANDA IN ARRIVO L'ESOSCHELETRO!!!

L'idea nasce a Jake Evilll, laureato alla Victoria University della Nuova Zelanda, quando gli dissero che doveva ingessarsi la mano fratturata non voleva rassegnarsi all’idea di passare 40 gg. con un arto immobilizzato da un calco in gesso, da qui l'idea brillante di creare un vero e proprio esoscheletro (che riproduce la forma ad alveare interna alle ossa), una struttura leggera, riciclabile e soprattutto lavabile, indossato come fosse una corazza protettiva esterna.

Questo archetipo è sotto molti punti di vista rivoluzionario  porta  ad archiviare  il “caro” calco in gesso dove gli amici prontamente si propongono di offrire le loro doti poetiche con dediche di ogni tipo, senza citare i fastidiosi pruriti, le irritazioni.
Tecnica innovativa l'esoscheletro di Jake Evill offre un sistema tecnologico avanzato di supporto localizzato ai traumi, completamente ventilato, molto leggero e igienico, riciclabile e anche bello esteticamente, mantiene  ferme le ossa da riparare per favorirne la rigenerazione, evitando al tempo stesso urti con oggetti esterni. Il tutto però con un vantaggio: la maggior parte della cute non è coperta e l’aria è libera di circolare mantenendo i tessuti asciutti.  Se poi l’infortunio avviene in estate all’elenco dei fastidi si aggiungono la naturale sudorazione della pelle e l’impossibilità di trovare sollievo con una doccia.
I protocolli per il  suo utilizzo partono dall'esame diagnostico ai raggi X per stabilire esattamente in quale punto è avvenuta la rottura, si scansiona in tre dimensioni della parte interessata per rilevarne con precisione dimensioni e conformazione, si procede alla stampa in 3D del calco da indossare, laddove si ritiene di dover rafforzare la struttura la maglia verrà elaborata più fitta offrendo così maggior sostegno.

Il caro vecchio gesso ha quindi i giorni contati,  quello strato bianco rassicurante, costellato di firme, che ha avvolto migliaia di braccia e gambe fratturate farà parte dei nostri ricordi.  Alcuni centri specializzati hanno aderito alla sperimentazione e presto diremo addio ad un altro  pezzetto del nostro passato.


Marinella Ventura

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